Marco Zappalà

Laboratorio della Politica

Progettazione Logotipo

Progettazione Logotipo

Il Laboratorio della Politica è un pensatoio e studio della dottrina politica.

Il logo si caratterizza da una domanda: si impara prima a leggere o a scrivere? Immiscibili  tra  loro,  elementi  basilari dello studio, si formano e si completano a  vicenda,  rafforzandosi  e  presentandosi.

Il  foglio della  conoscenza  apartitica  si apre, srotola, si condivide  fluidamente e  non  aggressivamente  senza  alcuno stacco, artificio di un montaggio creativo  su cui  si basa  l’informazione quotidiana,  realizzando  in  un  centripeto piano sequenza una penna, stereotipo di  uno  strumento  d’elaborazione  progettuale. Progetto che nasce da una consapevolezza cognitiva, frutto di sana istruzione. Una transizione che comunica anche la speranza di un cambiamento, dalla carta alla penna, dal pensare all’agire, prevedendo i successi della sana informazione, ed una palma, richiamata dai colori e dalla configurazione della penna, esprime simbolicamente il trionfo dell’azione.

Il segno morbido e arcuato utilizzato per pronunciare delicatezza, astinente anche a livello formale della presenza di stacchi conseguiti da angoli retti. Lieve e leggero per abbinarsi ad un’ideale presenza giovanile, nell’animo e, possibilmente, nella figura.

Il blu, oltre per ricezione di uno sdrucciolo suggerimento, impiegato per esprimere quiete, per emanare l’idea di un luogo dove non vige il bellicoso dibattito ma il pacifico confronto per giungere tramite tesi ed antitesi ad una retta sintesi. La tonalità scura per conferire un netto ed  incisivo aspetto, variazioni chiare tendevano ad annullare  la presenza del foglio accentuando la penna come elemento unico della composizione.

La scritta “Lab. Pol”, progettata per un’eventuale separazione dal concetto grafico, tende a sintetizzare la questione concettuale richiamando, attraverso il suo ricurvo segno, unione, coesione ed equa informazione.

Laboratorio della Politica: informazione + condivisione = trionfo dell’azione.

Catania 2008

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